Adriano Spatola

e la "poesia totale"

«Quando deve parlare di poesia, il poeta oggi si sente a disagio. È un disagio profondo, radicale. Ma questa sensazione di disagio non è legata agli strumenti di cui il poeta dispone per fare il proprio lavoro, ma sorge dalla natura stessa del problema. Solo che il problema non è più quello classico – che cos'è la poesia? che cosa sta diventando la poesia? – ma un altro, essenziale: esiste ancora la poesia?»

Poesia, apoesia e poesia totale    

"Quindici" n. 16, Roma, 1969

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21 giugno

Verso la poesia totale (1969)

di Adriano Spatola

«Negli anni sessanta…, Spatola fu tra i primi e tra i pochi, in Italia, ad impostare criticamente il “problema” di una “trasfigurazione” della poesia: egli ricostruiva la lunga storia del definirsi di tale “problema”, tanto sul piano teorico che tecnico-operativo; interpretava e sosteneva in modo convincente, le ragioni del suo riproporsi contemporaneo; ne elaborava – di contro alle molte correnti, approssimative ed equivoche – una formulazione finalmente precisa e di grande chiarezza; ne censiva ed inventariava – sulla base di una indagine assai accurata e allargata ai paesi europei ed extraeuropei – una molteplicità di ‘soluzioni’: dal  “poema visuale” (‘concreto’ e ‘visivo’) al “poema-oggetto” al “poema fonetico” al “poema gestuale”. Verso la poesia totale: titolo appropriato per un volume che concerneva una pratica artistica ancora in gestazione; ma più ancora, definizione pertinente e felicissima di quella pratica stessa, che era tesa infatti ad uno sfruttamento totale del linguaggio verbale (in tutte le sue dimensioni: semantica, grafica, sonora) e ad un paritario impiego della totalità dei segni linguistici ed extra-linguistici (verbali, iconici, acustici, mimici, materici), mediante l’utilizzo della totalità dei mezzi (naturali, tecnologici, elettronici) di produzione, registrazione e trasmissione del linguaggio.»

Dalla recensione di Lucio Vetri sul n. 10 del "Verri", 1978

in occasione della riedizione del saggio di Spatola da parte di Paravia

Adriano Spatola (1941-1988)

con Valerio Massaroni

 

Il seminario, tenuto da Valerio Massaroni, discuterà l'idea di "poesia totale" a partire dal saggio di Adriano Spatola, Verso la poesia totale, pubblicato in prima edizione da E. Rumma nel 1969. Sarà un'occasione per presentare un'opera centrale della scrittura poetica e dell'estetica italiana del secondo Novecento, affrontare criticamente le questioni legate al destino della poesia e ai suoi rapporti con il linguaggio, con le arti, con i media, con la tecnologia e in generale con la modernità nei suoi effetti più estremi.

Inizierà alle ore 18 di lunedì 21 giugno e avrà una durata di 90 minuti.

Si utilizzerà la piattaforma online Zoom.

Basterà scaricare gratuitamente Zoom e accedere all'evento online cliccando sul link che verrà fornito via email al momento della prenotazione.

Per coloro che non potranno seguire direttamente la lezione, sarà disponibile la video-registrazione integrale caricata sul sito nei giorni seguenti. 

 

La partecipazione è gratuita per i soci.

La quota associativa, dal costo di 5 euro, ha durata annuale e consentirà agli associati, oltre alla partecipazione agli eventi e ai seminari a loro riservati, la frequentazione dei corsi, l'accesso al progetto editoriale e la condivisione delle iniziative del centro, nonché l'invito ad incontri fisici, nei limiti delle norme anti-Covid, con i soci, gli organizzatori e i docenti dell'associazione.

 

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"Sei libri, sei autori, sei tappe della poesia italiana contemporanea"

di maggio-giugno 2021

Francesco Guccini

"Scirocco" dall'album "Signora Bovary"

brano dedicato

ad Adriano Spatola e Giulia Niccolai